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Viale della Rimembranza e il Monumento ai Caduti
Testi a cura di Giovanni Tordone  maggiori info autore

Nel mese di novembre dell'anno 1922 il governo italiano emanò un provvedimento con il quale si invitavano tutti i comuni del regno a realizzare un parco o viale, in posizione bene in vista e non decentrata, a ricordo dei soldati del luogo morti nella guerra 1915-1918. 
  
Aderendo alla iniziativa il comune di Balsorano adottò la seguente deliberazione della Giunta Municipale n. 36 del 31.12.1922, avente ad oggetto: Parco della Rimembranza -"L'anno millenovecentoventidue addì trentuno del mese di dicembre in Balsorano e nella sala del Municipio. Convocata con appositi avvisi per iscritto la Giunta Municipale di questa Comune, si è la medesima riunita nelle persone dei signori: Rossi Gaetano, assessore anziano, presidente, Fantauzzi Luigi e Rotondi Francesco, assessori con l'assistenza del segretario comunale Ettore Cavani. Il Presidente dà comunicazione degli atti governativi riguardanti la istituzione del Viale o Parco della Rimembranza ed invita gli intervenuti ad addivenire alla nomina di una apposita commissione. Propone a componenti: Il sindaco presidente di diritto, De Medici Elia, quale insegnante elementare decano, De Caris Pietro per i combattenti, Di Francescantonio Achille, guardia forestale. La Giunta ad unanimità approva la proposta del presidente." 
  
Il deliberato del Comune fu accolto con grande favore in ogni famiglia essendo vivo, attuale ed appassionato il ricordo dei Caduti in guerra, ma per le ricorrenti e tenaci beghe interne, l'amministrazione decadde qualche tempo dopo e il regio commissario, inviato dal prefetto per l'ordinaria amministrazione, in data 5 aprile 1923, atto n. 17, emise il seguente provvedimento avente ad oggetto: Attuazione del Parco del Viale della Rimembranza.
  
 "
L'anno millenovecentoventitre, il giorno cinque del mese di aprile in Balsorano e nella sede comunale. Il R.° Commissario cav. Antonio Capomagi, assistito dal segretario Ettore Cavani. Visto che, malgrado le circolari ed istruzioni emanate dal R.° Governo, nessuna iniziativa è stata presa per porre in atto, da parte della civica amministrazione, la nobile idea del "Parco o Viale della Rimembranza"; Considerato, pertanto, che uno dei precipui doveri del R.° Commissario, era quello di provvedere immediatamente all'attuazione della geniale idea governativa, tendente ad eternare la memoria dei prodi caduti ed infondere nella cittadinanza sempre più grande culto alla Patria; Ritenuto che senza alcun indugio il R.° Commissario ha fatto scavare cinquant'otto fosse (1), piantando in esse altrettanti alberetti di elcina, pari al numero dei caduti figli di Balsorano; Ritenuto che tale piantagione si è praticata nella zona stradale che fiancheggia l'edificio scolastico del centro, ottenendo, cosi, il fine di mantenere la scolaresca all'altezza del nobilissimo scopo che ha istituito il "Viale della Rimembranza"; 
 
Considerato che l'opera sarebbe risultata non degna, senza procurare una conveniente ossatura in pietrisco al viale medesimo, rivestandolo poscia d'un sufficiente strato di terra e ghiaia per modo di avere rispondenza estetica e forma austera; Visto che è occorso di applicare ad ogni alberetto una placca di ferro smaltato contenente il nome del caduto cui è dedicata; Visto che è stato necessario assicurare il rigoglio delle piante incalzandovi razionalmente concime chimico ed animale e costruendo per ognuna d'esse le cassette di protezione; 
  
Visto che, in brevissimo tempo, l'iniziativa è divenuta un fatto compiuto e con piena perfezione mediante l'opera attiva e volenterosa spiegata di persona e di continuo dall'ing. Giuseppe De Medici a cui non è mancato il prezioso e solerte ausilio della guarda forestale locale signor Di Francescantonio Achille, della guardia municipale Martinelli Carlo e della guardia campestre Troiani Antonio; Considerato che senza ricorrere a sovvenzione statale, il Comune deve far fronte all'onere coi mezzi propri; Visto che all'uopo può accantonarsi un'entrata straordinaria adeguata, quale è quella di un piccolo pascolo estivo concesso al signor Tudini Nicola, entrata che a suo tempo sarà denunciata ai fini contabili, cioè non appena stipulato il contratto col signor Tudini. Determina. 
1° dare atto di quanto sopra; 
2° esternarsi un plauso riconoscente all'ingegnere agronomo signor Giuseppe De Medici per la solerte direzione da lui data ai lavori e per la continua assistenza prestata volontariamente ai medesimi; 
3° far fronte all'onere doveroso ed altamente patriottico con l'entrata straordinaria del pascolo estivo di cui sopra è cenno e con accensione sia in entrata sia in uscita di un'apposita voce ad equilibrio della partita, senza chiedere perciò alcuna sovvenzione statale. Del che si è redatto il presente verbale che previa lettura viene confermato. Il R° Commissario f.to Antonio Capomagi. Il segretario comunale f.to Ettore Cavani." 
  
Il lavoro eseguito non costà molto perché, inizialmente, fu costruito un muro a secco che delimitò l'attuale villa comunale dal sovrastante spiazzo antistante gli edifici della scuola elementare e dell'asilo infantile, ricavando, in tal modo, un grossolano insieme per la messa a dimora delle piantine di leccio e per costruirvi, al centro, il monumento. Ma se per la realizzazione del Viale della Rimembranza, almeno nella parte essenziale, le cose procedettero speditamente, non altrettanto andarono avanti per l'erezione del monumento ai Caduti. Nel frattempo si erano svolte le elezioni amministrative per il rinnovo del consiglio comunale che videro vincente la lista capeggiata dal notaio Vincenzo Ruggieri. 
 
Con atto della Giunta Municipale n.128 del 30.10.1925, presieduta dallo stesso sindaco, furono eseguiti i lavori per la sostituzione degli alberelli non attecchiti. Nella medesima seduta fu adottato, altresì, il seguente atto relativo all'innalzamento del Monumento: "Considerato che quasi tutti i Comuni d'Italia hanno elevato ai loro gloriosi caduti in guerra un ricordo marmoreo. Considerato che in questo Comune sorse nell'anno 1923 un comitato per l'erezione di un monumento ai nostri gloriosi caduti, il quale comitato, dopo il primo entusiasmo, non ha fatto più nulla. Ritenuto che l'Amministrazione comunale, che ha raccolte non poche lagnanze da parte della cittadinanza, perché il dovere di sostituire il comitato esistente un altro più fattivo(?). Dispone di dare incarico al Sindaco di invitare i componenti il Comitato predetto perché intensificassero la loro attività in modo di accelerare l'erezione del predetto monumento ed in caso il comitato predetto trovasse degli ostacoli, lo riferisca alla Giunta la quale procederà alla nomina di un altro comitato." 
  
I solleciti rivolti dal sindaco Vincenzo Ruggieri ai componenti del comitato in carica non valsero a nulla per cui l'amministrazione comunale procedette alla nomina di una nuova commissione, la quale, con atto n.181 del 12.2.1926 risultà cosi composta: 1° Ruggieri avvocato Vincenzo, sindaco, 2° Cianfarani cav. Francesco, conciliatore, 3° Don Antonio Macciocchi, Arciprete, 4° De Caris don Pasquale, Parroco di Ridotti, 5° Ruggieri dottor Severino, medico condotto, 6° Pagani Michele fu Francesco, 7° Padre Guardiano dei convento dei frati minori, 8° Mara avvocato Giuseppe, segretario comunale, 9° Campana Tommaso, insegnante, 10° Silvi Nicola fu Francesco, insegnante, 11' De Medici Elia, insegnante pensionato, 12° Di Pasquale Alberto, insegnante, 13' Santoro Giuseppe, assessore, 14' Buffone Pietro di Antonio, assessore, 15° Troiani Angelo di Generoso, assessore, 16° Rotondi Francesco fu Antonio, 17° Fantauzzi Luigi fu Raffaele, 18° Tuzi Umberto di Luigi, 19° Tatangelo Benedetto di Vincenzo, 20° Silvi Luigi fu Giovanni, 21° Rossi Paolo fu Angelo, 22° Cianfarani Enrico fu Nicodemo, 23° Villa Antonio di Pietrangelo, 24° Villa Antonio fu Giuseppe, 25° Fantauzzi Alessandro di Francesco, 26° Norcia dottor Francesco, farmacista, 27° Mollicone Giovanni di Benedetto, 28° Bifolchi Cesidio fu Francesco, 29° Fantauzzi Luigi fu Francesco, 30° Scacchi Pasquale di Domenico, 31° Valentini Berardo fu Luigi, 32° Valentini Carlo fu Giorgio, 33° Tullio Antonio fu Angelo, 34° Troiani Emidio fu Giuseppe, 35° Troiani Diodato fu Michele, 36° Lanzi Antonio, capostazione, 37° Martini Pasquale fu Raffaele, 38° Baldassarre Gioacchino fu Francesco, 39° Capone Antonio fu Francesco, 40° Tullio Giuseppe fu Angelantonio, 41° Perruzza Gioacchino fu Carlo, 42° Fantauzzi Enrico fu Raffaele, 43° De Caris cav. Francesco, 44° Silvi Angelonicola fu Pio. 
  
Ma anche questo esagerato comitato dovette lavorare poco e male se si pensa all'esigua somma raccolta, di gran lunga inferiore alla sottoscrizione che, in quei tempi, si raccoglieva per la festa di San Giorgio o della SS. Trinità. Bisogna anche tener conto che, all'epoca, nel nostro paese vi era scarsa circolazione di denaro, dovuta, soprattutto, al fatto che oltre il cinquanta per cento della manodopera locale era impegnata in lavori edili a Roma, alle dipendenze di un noto imprenditore locale il quale era molto restio nel retribuire i dipendenti con moneta contante, preferendo compensarli con pane, pasta e vino, alimenti, a suo giudizio, essenziali per campare. Nella predetta deliberazione si dava atto di un contributo di lire cinquemila concesso per la realizzazione dell'opera con provvedimento adottato nella precedente seduta del giorno 9 stesso mese ma, evidentemente, si trattò di un errore perché esaminando il relativo registro delle deliberazioni, nella riunione della giunta citata non risultò assunta, al riguardo, alcuna disposizione. 
 
E, per riparare all'errore, con deliberazione n.186, sempre nella seduta del 12 febbraio 1926, nel registro degli atti adottati dalla Giunta, con grafia diversa dalle altre determinazioni, in sovrapposizione a vistose cancellazioni, è riportato il seguente provvedimento: "Contributo di lire 5000 per il monumento ai caduti in guerra. Ritenuto che questa cittadinanza da tanto tempo attende che sia dedicato un segno di perenne riconoscenza alla memoria di tanti giovani esistenze infrante per essersi date in olocausto alla Patria nella grande guerra. Ritenuto che l°obolo della cittadinanza non potrà essere sufficiente per l°erezione di un monumento ai nostri caduti. Unanime. Autorizza il contributo di lire 5000 per il monumento ai caduti con lo stanziamento all'art.89 del bilancio in corso in L.5000 disponibili. Nel frattempo, poiché gli alberelli messi a dimora nel Viale della Rimembranza erano soggetti a spezzarsi a causa del maltempo, con deliberazione n.207 del 12.4.1926 si dovette procedere all'acquisto di n. 65 paletti di sostegno per una spesa di lire 130.
  
Trascorsero circa cinque anni durante i quali nella gestione della pubblica amministrazione di Balsorano si avvicendarono vari commissari prefettizi e ciò risultò di grande ostacolo alla realizzazione del monumento. Infatti con l°alternare dei commissari mutavano anche, in negativo, le dimensioni e le caratteristiche del manufatto commemorativo. La pubblica sottoscrizione fruttò circa cinquemila lire le quali, in aggiunta al contributo del Comune di lire cinquemila, già stanziato, avrebbero dovuto garantire la sicurezza per la realizzazione dell'opera la quale, in conseguenza degli ultimi ritocchi, ammontava a lire novemila. Ma qualcosa non quadra e non convince; evidentemente quel contributo concesso dalla Giunta con atto n. 186 del 1926 fu ritenuto illegittimo o meglio contraffatto e le beghe locali, sempre più accentuate, frenavano ogni concreta iniziativa per andare avanti. 
  
Tra i componenti del comitato vi è, come si è visto, il giovane Tommaso Campana, più che insegnante elementare, patriota, educatore e maestro di vita. Con la nomina a segretario del fascio locale egli prende decisamente in mano la situazione ed invita il Comune, retto alternativamente da podestà e da commissari prefettizi, ad intervenire finanziariamente, senza ulteriori indugi. Egli, non ancora diciottenne, aveva indossato la divisa militare e, non coinvolto nei litigi e nei dissapori locali, sentiva profondamente l°amor di patria ed alta dedizione verso i commilitoni caduti nell'adempimento del sacro dovere della difesa del suolo italiano. Balsorano, in quel periodo, era alle prese con i gravi problemi, ancora irrisolti, conseguenti al disastroso terremoto di qualche anno prima. Per i responsabili dei vari settori amministrativi, religiosi e politici, i provvedimenti da attuare erano prioritari nei confronti di quelli altrui. 
  
Cosi per gli amministratori comunali il primo intervento riguardava la ricostruzione del palazzo comunale, per l°arciprete si imponeva la riedificazione della chiesa parrocchiale e per il guardiano dei frati francescani era necessario fare innalzare la nuova chiesa annessa al convento. Ma vi era, soprattutto, il grave problema del ricovero degli scampati al terremoto. Stavano man mano scomparendo le prime baracche di legno, costruite nei primi giorni seguenti al disastro tellurico, sostituite dalle casette asismiche e da case economiche e popolari in muratura. Con il beneficio dei mutui governativi per la ricostruzione, erano sorte diverse abitazioni private, ma la faccenda degli alloggi era più viva che mai perché gli abitanti crescevano giorno dopo giorno per i molteplici matrimoni ed il gran numero delle nascite.
  
Per la vicenda "monumento" la popolazione locale si schierò tutta dalla parte del maestro Campana e ciò indusse il commissario prefettizio Miadonna ad adottare, in data 16 ottobre 1931 la seguente deliberazione, portante il numero 82: "Vista la domanda di questo Segretario Politico, quale membro del erigente Monumento ai caduti per ottenere un contributo dal Comune; Visto che dalle oblazioni volontarie dei cittadini si è potuto ricavare una somma di appena L.5000 e che il progettino del monumento ammonta ad otre L.9000; Considerato che in questo Comune non vi è nemmeno una lapide a ricordo di coloro che si immolarono per la grandezza e per la gloria della patria; considerato che tale monumento, anche nella sua forma modesta, rappresenta quanto di più sacro abbia il paese ed è di monito a tutti i giovani e perciò è necessario che il Comune vi concorra e contribuisca per l'erezione di esso;
  
ritenuto che il Comune è nelle condizioni di poter dare il contributo di L.4000, senza nessun aggravio fiscale sugli abitanti facendovi fronte con l°entrata del bosco in L.90.000, da versarsi in tre annualità. Vista ecc.ecc. Delibera concedere un sussidio di L.4000 per l'erezione del Monumento ai caduti di Balsorano e di stanziare la predetta somma nel bilancio del 1932." In sostanza l°Amministrazione comunale si impegnava, ancora una volta, a contribuire, per l°erigendo monumento, con la somma di L.4000 a partire dal 1932 ed in tre annualità. Dopo le tante delusioni conseguenti a promesse comunali fittizie, c'era da essere speranzosi? Il maestro Campana ebbe fiducia, e procedette all'ordinazione del manufatto il cui costo, compreso le spese di trasporto, ammontarono a circa diecimila lire. Nel contempo, nel Parco furono aggiunti altri quattro alberelli in memoria di altrettanti combattenti deceduti, per causa di guerra, dopo il rientro a Balsorano. 
 
L'opera, cosi come si vede oggi, pervenne con un treno merci alla stazione ferroviaria di Balsorano, nel mese di luglio 1932, sezionata in blocchi. Per il trasporto al Viale della Rimembranza si offrirono gratuitamente i carrettieri Francesco Villa, Giovanni Tuzi, Giovanni Silvi e Giovanni Tullio. Un fatto curioso si verificò allorché si dovette procedere al trasloco del blocco apicale. Essendo del peso di diversi quintali ed il tragitto tutto in salita, nemmeno due cavalli furono sufficienti a smuovere il carro a quattro ruote messo a disposizione da Michele Pagani. E mentre tutti erano affaccendati intorno al carro per attaccarvi altri due cavalli, ecco che si presenta Francesco Villa con un somarello di nome "Spezzaferro". Tutti risero all'infuori di Francesco. Messo sotto le stanghe, l'asino, dopo un attimo di esitazione, si rattrappi tutto e parti con passo sicuro e dopo pochi minuti arrivò a destinazione. Per diversi giorni, tutto il paese rise e fece commenti lusinghieri su Spezzaferro e di biasimo verso i cavalli. In un paio di mesi, muratori e manovali, ex combattenti, montarono gratuitamente questa testimonianza di devozione, la quale nella sua semplicità ed austerità entusiasmò e commosse l'intero popolo balsoranese. 
 
Tutti lessero il necrologio iniziale ma nessuno si accorse che esso conteneva un errore; infatti invece di cadeste riferito alla pluralità dei morti in guerra c°era scritto cadesti al singolare. Qualche tempo dopo lo stesso maestro Campana, notando l°errore, lo fece eliminare immediatamente. La rara fotografia relativa al giorno della cerimonia inaugurativa è stata fornita da Giuseppe Tullio, appassionato ricercatore di cimeli antichi locali. L'inaugurazione del monumento avvenne il 4 novembre 1932. La presenza nella fotografia della chiesa del convento di San Francesco, resa funzionale nell'anno 1934, potrebbe trarre in inganno sulla data della inaugurazione, ma, osservando bene l°immagine, si nota che l'edificio religioso è ancora sprovvisto di intonaco esterno ed il tetto in fase di completamento. Il Parco, migliorato, ripulito e abbellito, fu illuminato a festa dalle "luminarie" di Aristide Fantauzzi e prestò servizio il concerto musicale locale.(2) 
  
La benedizione venne impartita dall'arciprete don Antonio Macciocchi, alla presenza del prefetto e del federale del fascio, del podestà maggiore Persia e di altre autorità locali, civili e militari. Le vedove e i genitori dei Caduti erano in prima fila con accanto gli orfani, per l'occasione fatti tornare dai collegi. Nella memoria è ancora vivo il ricordo di Leonardo Fantauzzi, Pasquale Margani, Giovanni Tuzi e di tanti altri, ormai giovinetti, nelle loro divise da collegiali, formati, istruiti, consapevoli e fieri del loro stato di figli di coraggiosi combattenti morti per la grandezza dell'Italia. I reduci, orgogliosi delle loro decorazioni appuntate sul petto, erano schierati, sull'attenti, con gli occhi lucidi di commozione e con il pensiero rivolto a quei nomi scolpiti sul marmo, coetanei e compagni di giochi nell'età spensierata della fanciullezza. 
  
Il discorso commemorativo fu pronunziato dal maestro Campana, il quale parlò delle molteplici difficoltà incontrate nella doverosa realizzazione, dell'immortalità dei Caduti in guerra e dell'amor di patria. Chi scrive era vestito da balilla e ricorda che piangevano tutti, ma soprattutto rammenta la zia Rosetta, vedova del sergente Giuseppe Antonio Fantauzzi, la quale parlando, la sera, con le sorelle Mariuccia e Filomena, sorridendo per la prima volta dopo la morte del marito, disse: - Oggi, Antonio è resuscitato, perché lo sento e lo vedo accanto a me, come una volta! L°anno dopo il Comune acquistò ligustri per la realizzazione di una siepe lungo tutto il perimetro del parco. Spese L.334,50 (3); siepe distrutta parte dalle cannonate e dai bombardamenti dell'ultima guerra e parte dall'incuria delle amministrazioni comunali che si sono susseguite dall'epoca dell'impianto fino ai nostri giorni. Invero si deve dare atto che dall'epoca dei primi lavori ad oggi qualche miglioramento al Parco fu apportato, ma una nuova ed architettonica dimensione strutturale è di questi giorni. 
 
Nell'ambito degli interventi di urbanizzazione che l'amministrazione comunale di Balsorano sta eseguendo in questo periodo, notevoli opere di completamento sono state riservate proprio al Viale della Rimembranza. Infatti è già stato realizzato, su progetto redatto dall'ing. Giovanni Troiani, l'originale sistema di illuminazione "terra-aria", costituito da due file parallele di punti luci dall'ingresso di Via Trieste alla scala di via Crispi e dal monumento all'ingresso centrale di viale San Francesco. Sul lato sinistro sono ubicati i punti luminosi a terra i quali, di notte, creano stupendi giochi di luce sui rami e tra il fitto fogliame dei lecci, mentre sul lato destro sorgono le paline con le armature a lampara. Su progetto esecutivo redatto dal geom. Federico Siciliani e dall'ing. Aquilino Tatangelo sono in corso i lavori per la costruzione dell'ingresso centrale - lato viale San Francesco - costituito da due colonne, intonacate a rilievo, portanti ognuna un globo luminoso del diametro di quaranta centimetri, scale in travertino con ai lati le piste per portatori di handicap e scaletta a minor alzata. A coronamento della scalinata sono state previste le aiuole ricavate dai muretti esistenti. 
 
Tra questi lavori di abbellimento del parco non poteva mancare un adeguato e decoroso raccordo con la sottostante villa comunale mediante il rifacimento ex novo della vecchia scala di accesso. Infatti si sta dando una nuova perimetrazione al corpo scalinata - in porfido e travertino, - la realizzazione all'interno di due rampe circolari, di una vasca, anch'essa circolare, per ospitare acqua sgorgante da un mascherone di coccio rosso, da collocare sulla sommità. Infine è stato già finanziato e di prossimo appalto, il progetto esecutivo redatto dall'ing. Pietro Mazzone, dirigente dell'ufficio tecnico comunale, per l'esecuzione dei seguenti lavori: realizzazione di due fasce bianche, a destra e a sinistra, della larghezza di un metro e per tutto il perimetro del parco, in sampietrini a cubetti. Rifacimento delle aiuole, delimitate da cubetti in porfido bianco, per tutta la lunghezza dall'ingresso di via Trieste alla scala di accesso a via Crispi. Infine si procederà al rifacimento completo del manto di asfalto. 
 
 

Note

(1) In totale i Caduti furono 62 dei quali 58 sui vari fronti o in ospedali militari e 4 militari morirono dopo il 4 novembre 1918 a Balsorano per cause di guerra. 
 
(2) Deliberazione podestarile n. 89 del 31.12.1932. 
  
(4) Deliberazione podestarile n. 43 del 26.5.1933. 
 
 
 
Testi tratti dal libro Sull'Altare della Memoria
 

 

 
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